Cappotto, piumino o giubbotto: come scegliere il capospalla

Cappotti, piumini e giubbotti uomo autunno inverno 2026 2027 — Vittorio Citro

Guida alla stagione · Autunno-inverno 2026-2027

Il capospalla è il capo su cui si spende di più e si sceglie peggio, perché lo si prova in negozio a venti gradi e lo si indossa a cinque. In boutique la domanda che facciamo per prima non è quale modello vi piace, ma quanto freddo fa dove vivete e quanto ci state fuori. Da lì la scelta si restringe da sola, e quasi sempre non è quella che il cliente aveva in mente.

Questa guida parte da due cose che stanno scritte sull'etichetta e che quasi nessuno legge: cosa c'è dentro e cosa c'è fuori. Sono i due dati che separano un capo che vi terrà caldo davvero da uno che vi sembrerà caldo in camerino.

Cosa c'è dentro: piumino, piuma, ovatta e sintetici

Sull'etichetta di un piumino trovate quasi sempre due numeri, per esempio 80% piumino e 20% piuma. Non sono la stessa cosa e la differenza è tutta lì. Il piumino è la peluria soffice sotto le penne, quella che intrappola l'aria: è ciò che scalda. La piuma ha il calamo, cioè la parte rigida centrale, dà volume e struttura ma isola molto meno.

Il numero da guardare. Più alta è la percentuale di piumino, più caldo è il capo a parità di peso. Un 80/20 — come sul Blouson di Emporio Armani o sul piumino MC2 Saint Barth — è un rapporto di qualità. Un 50/50, che pure si trova su capi onesti come il Kappa 1967 Camden, scalda sensibilmente meno e va bene per mezza stagione, non per gennaio. Se sulla scheda quel numero non c'è, chiedetelo.

L'ovatta è l'imbottitura sintetica classica, quella delle giacche di mezza stagione come le ibride Colmar: scalda meno della piuma a parità di spessore, ma non teme l'acqua e costa meno. È la scelta giusta per il capo che si mette tutti i giorni e si maltratta.

I sintetici tecnici sono un'altra categoria ancora. Il PRIMALOFT, che People of Shibuya usa su quasi tutta la sua linea, nasce per fare quello che la piuma non sa fare: continuare a isolare anche da bagnato. La piuma bagnata collassa e smette di scaldare; il sintetico no. Se il vostro inverno è umido più che gelido, questo dato conta più della percentuale di piumino.

Cosa c'è fuori: la membrana, e perché «GORE-TEX» non basta come parola

Qui si annida l'equivoco più costoso. Trovare scritto GORE-TEX non significa che il capo sia impermeabile. Il GORE-TEX INFINIUM — quello dei giubbotti People of Shibuya Kore, Kaika e Hiroki — è antivento e idrorepellente, non impermeabile in senso stretto: regge una pioggia leggera e il vento, non un temporale.

Il tessuto tecnico a tre strati con membrana, che la linea PM981 dello stesso marchio monta, è la costruzione più protettiva: tessuto esterno, membrana e fodera laminati insieme, così l'acqua resta fuori e il vapore del corpo esce. È quello che serve se camminate sotto la pioggia vera.

In mezzo c'è la membrana impermeabile applicata sul rovescio, come sulle giacche stretch Colmar o sul bomber Peuterey Bunnari: protegge bene e pesa poco, ma è una soluzione da città, non da montagna.

Il consiglio della boutique. Se ne comprate uno solo, guardate il vostro tragitto e non il vostro guardaroba. Chi cammina dieci minuti fino alla macchina ha bisogno di calore, e la piuma vince. Chi sta fuori un'ora sotto la pioggia ha bisogno di una membrana vera e di un'imbottitura sintetica. Sono due capi diversi, e nessuno dei due fa bene il lavoro dell'altro.

La lana, quando ha senso

Il cappotto in lana non compete con il piumino sul calore: compete sulla formalità. È il capo che sta sopra una giacca senza sgualcirla e che regge una situazione in cui un piumino sarebbe fuori posto.

Sulla lana il nome che vale è quello del lanificio, non solo quello del marchio. Il giubbotto Arka di People of Shibuya è in lana vergine Vitale Barberis Canonico, uno dei filatoi storici di Biella: è il tipo di dettaglio che spiega una differenza di prezzo che altrimenti sembra arbitraria.

Il caban è la versione corta e più pratica del cappotto: doppiopetto, lunghezza al bacino, nato in marina e per questo tagliato per stare fuori. Quelli di Emporio Armani sono in lana vergine tweed, uno con il collo in velluto a coste. Se il cappotto lungo vi sembra troppo impegnativo, il caban è la risposta.

La pelle, che è un acquisto diverso dagli altri

Un giubbotto in pelle non si compra per il freddo, si compra per durare. La nappa d'agnello — quella dei Gallotti — è la pelle più morbida e la più costosa da lavorare, e si riconosce al tatto prima che alla vista.

Sui bomber Fionia di Peuterey il colore viene spruzzato direttamente sulla nappa e rifinito a mano: significa che ogni capo ha sfumature leggermente diverse e che con gli anni quelle irregolarità si accentuano invece di sbiadire. È l'opposto di un capo stampato, e va scelto sapendolo.

Il modello Murdo ha il collo in shearling removibile, che è il dettaglio più sensato della categoria: shearling da dicembre a febbraio, via il collo da marzo, e il capo copre due stagioni invece di una.

Le tipologie, in una riga ciascuna

Cappotto: formale, in lana, sta sopra la giacca. Piumino: il più caldo a parità di peso, ma teme l'acqua. Parka: lungo e con cappuccio, il compromesso fra caldo e protezione. Bomber: corto, in vita, il più informale e il più facile da portare. Caban: cappotto corto doppiopetto, formale ma pratico. Giacca ibrida: imbottita davanti e in maglia dietro o sulle maniche, pensata per chi entra e esce di continuo.

La selezione completa è fra i cappotti uomo, i piumini uomo e le giacche e giubbotti.

La taglia, e l'errore che vediamo più spesso

Il capospalla si prova con addosso quello che ci metterete sotto. Sembra ovvio e quasi nessuno lo fa: si prova in camicia a settembre e a gennaio, con un maglione di peso, le spalle tirano e le braccia non si alzano.

Il punto da controllare è la cucitura della spalla: deve cadere sull'osso, non oltre. Su un capo oversize di progetto scende di proposito, ed è scritto nella scheda; se non c'è scritto e scende comunque, è semplicemente grande. La manica deve coprire il polso quando il braccio è disteso lungo il fianco, non di più.

Come si tengono

Il piumino si lava, e va lavato. Programma delicato, acqua fredda, detergente specifico e — questo è il passaggio che quasi tutti saltano — due o tre palline da tennis nell'asciugatrice a bassa temperatura: servono a rompere i grumi di piuma che altrimenti restano compattati e lasciano zone fredde. Un piumino asciugato senza sbattere non torna mai come prima.

La lana si spazzola, non si lava, se non a fine stagione. Una spazzola dura dopo ogni uso toglie polvere e pelucchi e allunga la vita del tessuto più di qualsiasi lavaggio a secco.

La pelle vuole solo di essere lasciata in pace: niente termosifone, niente sacchetto di plastica, e una crema nutriente una volta l'anno. Se si bagna, si asciuga all'aria lontano da fonti di calore — il calore diretto la indurisce e la crepa.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra piumino e piuma sull'etichetta?

Il piumino è la peluria soffice che sta sotto le penne e intrappola l'aria: è la parte che scalda. La piuma ha il calamo rigido al centro, dà volume ma isola molto meno. Per questo un'imbottitura 80% piumino e 20% piuma scalda molto più di una 50/50, a parità di spessore e di peso. È il primo numero da guardare quando si confrontano due piumini di prezzo diverso.

Un capo in GORE-TEX è impermeabile?

Non necessariamente, e la confusione è comune. Il GORE-TEX INFINIUM è antivento e idrorepellente: regge la pioggia leggera, non un temporale. Per l'impermeabilità vera serve una costruzione a tre strati con membrana laminata. Se il capo deve proteggervi da pioggia battente, verificate quale delle due è, perché il nome del marchio da solo non ve lo dice.

Meglio imbottitura in piuma o sintetica?

La piuma scalda di più a parità di peso, ma se si bagna collassa e smette di isolare. I sintetici tecnici come il Primaloft scaldano un po' meno ma continuano a funzionare anche da bagnati. In un inverno secco e freddo vince la piuma; in uno umido e piovoso vince il sintetico.

Come si lava un piumino?

In lavatrice, programma delicato, acqua fredda e detergente specifico per capi in piuma. Il passaggio decisivo è l'asciugatura: va fatta in asciugatrice a bassa temperatura con due o tre palline da tennis, che rompono i grumi di piuma. Senza quel passaggio l'imbottitura resta compattata e il capo perde gran parte del suo potere isolante.

Che taglia si prende su un cappotto?

La propria, provata con addosso quello che ci metterete sotto: un maglione di peso cambia una misura di percezione. Il riferimento è la cucitura della spalla, che deve cadere sull'osso. Se la scheda dichiara una vestibilità oversize la spalla scende di progetto; se non lo dichiara e scende lo stesso, il capo è semplicemente grande.

Qual è il capospalla più versatile se se ne compra uno solo?

Dipende dal tragitto, non dal guardaroba. Chi fa spostamenti brevi al freddo secco sta meglio con un piumino. Chi sta fuori a lungo e sotto la pioggia ha bisogno di una membrana e di un'imbottitura sintetica. Chi porta la giacca sotto ha bisogno di un cappotto in lana o di un caban. Sono tre capi diversi e nessuno fa bene il lavoro degli altri.

Redazione Vittorio Citro Boutique, Roccapiemonte. Vendiamo moda dal 1917.

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