Guida alla stagione · Autunno-inverno 2026-2027
Due jeans dello stesso colore, appesi vicini, possono comportarsi in modo opposto addosso. Uno tiene la piega e sta in piedi da solo, l'altro si adagia e segue la gamba. Non è una questione di marca né di prezzo: è scritto in un numero che quasi nessuno guarda, il peso del denim, e sulle nostre schede quel numero c'è.
Questa guida parte da lì, poi passa alle vestibilità della stagione — che quest'anno si sono allargate quasi ovunque — e finisce dove finisce ogni acquisto sbagliato: l'orlo, cioè il punto esatto in cui il pantalone incontra la scarpa. La selezione è nei jeans donna, nei pantaloni donna, nei jeans uomo e nei pantaloni uomo.
Le once del denim: il numero che decide tutto
Il denim si misura in once per yarda quadrata, e l'abbreviazione che trovate in scheda è oz. Dice quanto pesa il tessuto, quindi quanto è spesso, quanto scalda, quanto tiene la forma e quanto ci mette ad ammorbidirsi. È l'unico dato che permette di immaginare un jeans senza averlo in mano.
Non è teoria: sono i numeri delle schede che avete davanti. I Dondup Koons strappati sono un 10,5 oz, il Koons in denim rigido un 12 oz, il Dakota wide leg un 12,5 oz, il George uomo un 13 oz. Fra il primo e l'ultimo c'è la differenza che passa fra una camicia di mezza stagione e un cappotto.
Come si legge, in pratica. Sotto gli 11 oz il denim è leggero: cade morbido, si porta tutto l'anno, è la scelta giusta se il jeans deve seguire la gamba e non costruirla. Fra 11 e 12,5 oz c'è il denim di tutti i giorni, quello che tiene la forma senza diventare rigido: è la fascia in cui sta la maggior parte dei nostri modelli. Dai 13 oz in su si entra nel denim strutturato, quello che i primi giorni sembra severo, prende la piega dietro il ginocchio e poi diventa il paio che vi durerà cinque inverni. Se comprate un jeans pesante e vi sembra scomodo la prima settimana, non avete sbagliato taglia: sta lavorando.
Il peso spiega anche una cosa che in negozio ci sentiamo chiedere spesso: perché un jeans costa di più a parità di modello. Un denim pesante consuma più cotone, si cuce peggio, richiede macchine tarate diversamente. Non è un ricarico, è materia prima.
Rigido o stretch: due capi diversi, non due qualità
L'elastan nel denim si è preso una brutta fama e non se la merita. Il punto non è se c'è, ma quanto e perché. Un rigid denim — il Levi's Loose Taper è 100% cotone non elasticizzato — parte compatto, si allarga di un mezzo numero con l'uso e poi si stabilizza sulla vostra forma. È il jeans che diventa vostro.
Uno stretch come il 501 Crop, dichiarato 99% cotone e 1% elastan, fa l'opposto: è comodo dal primo minuto e resta identico a se stesso. L'elastan in quota minima non serve a stringere, serve a far tornare il tessuto al suo posto dopo otto ore da seduti — che è esattamente il punto in cui un jeans rigido fa le ginocchia.
Poi c'è la terza via, che è la novità degli ultimi anni ed è quella che consigliamo a chi trova il denim scomodo in generale: il cotone tagliato con il lyocell. I modelli a gamba ampia dichiarati 65% cotone e 35% lyocell TENCEL pesano molto meno, hanno una mano quasi setosa e cadono verticali invece di stare in piedi. Non sono un denim più economico: sono un denim che fa un altro mestiere.
Le vestibilità della stagione, e a chi stanno davvero
La gamba si è allargata, e non è una moda passeggera: è il terzo inverno consecutivo che va in quella direzione. Ma «largo» non è una taglia unica, sono quattro capi diversi.
Il wide leg è il più netto: gamba dritta e ampia dalla coscia in giù, che allunga la figura a patto di una cosa sola — l'orlo deve arrivare a terra, o quasi. Un wide leg corto accorcia invece di slanciare, ed è l'errore che vediamo più spesso. È la vestibilità in cui abbiamo più scelta in questo momento, dal denim largo ai pantaloni sartoriali.
Il loose è più morbido e meno geometrico: ampio su glutei e cosce, poi la gamba si restringe verso il fondo. Il Loose Taper è il modello che consigliamo a chi vorrebbe il largo ma teme di perdersi dentro: la caviglia più stretta tiene insieme la silhouette e sta bene anche con una scarpa bassa.
Il cropped — che finisce sopra la caviglia — è tornato per un motivo pratico: è l'unica lunghezza che permette di far vedere lo stivaletto. Se questo inverno avete comprato un tronchetto e non sapete come portarlo, il problema non è lo stivale, è la lunghezza dei pantaloni.
Lo slim e il taper non sono spariti, e chi ve lo dice guarda le sfilate e non i negozi. Nel nostro reparto restano la vestibilità più profonda in assoluto, semplicemente perché sotto uno stivale alto o dentro una scarpa stringata non c'è alternativa. Il taper — largo in alto, affusolato verso il fondo — è il compromesso che tiene insieme le due epoche.
Il criterio che usiamo in camerino. Non guardate il pantalone: guardate dove finisce. Se la scarpa che metterete è bassa e visibile, serve un orlo che la scopra. Se è uno stivale, serve un pantalone che ci entri dentro o che gli arrivi sopra con decisione — la via di mezzo, l'orlo che si ferma a metà gambale, non funziona su nessuno. Tutte le altre valutazioni vengono dopo questa.
Disponibili adesso
Il denim largo che abbiamo adesso
DondupKoons Jeans Loose Fit Denim con Bottoniera Gioiello
DondupJacklyn Jeans Loose Fit for Everyday Comfort
LEVI'SJeans Donna Gamba Ampia in Cotone e Lyocell Cinch
LEVI'SJeans Levi’s Loose Taper in Denim 100% Cotone
LEVI'SJeans Cinch Lightweight a Gamba Ampia in Lyocell
LEVI'SJeans Ribcage a Vita Altissima e Gamba Ampia
LEVI'SJeans Bootcut Donna a Vita Media in Denim Non Elasticizzato
PinkoJeans Pinko Wide Leg con Banda in Pizzo
Uomo: il ritorno delle pinces, e i tre jeans che bastano
Nel reparto uomo la stagione ha un protagonista che sembrava archiviato: il pantalone con le pinces. Le due pieghe sotto la cintura danno volume sulla coscia e lo restituiscono pulito verso il fondo, ed è il motivo per cui un pantalone sartoriale sta bene anche a chi ha la gamba importante. I modelli Michael Coal con pinces sono in misto cotone, modal ed elastan: la mano è morbida, non da abito.
Sul denim, i jeans che servono davvero sono tre e coprono tutto. Uno slim pulito in lavaggio scuro, che è il jeans che passa ovunque, cena compresa. Un regular o relax in denim rigido, che è quello del fine settimana e migliora invecchiando. E un carrot, più ampio in vita e stretto sul fondo, se la gamba dritta vi sta scomoda: il Jeff di Dondup è dichiarato a poco più di 11 oz, quindi comodo davvero, non solo nella forma.
Il chino resta la scorciatoia migliore per vestire bene senza pensarci: in inverno prendetelo in cotone pesante o in misto lana, non nella versione estiva, altrimenti la caviglia scoperta e il tessuto leggero denunciano la stagione sbagliata.
Disponibili adesso
I jeans uomo della stagione
DondupJeans Uomo Slim Fit Dondup Dian in Denim Moderno
DondupJeans Uomo Dondup Relax Regular Fit in Denim Rigid
DondupGeorge Jeans Slim Fit High Stretch Denim
DondupJeans Uomo Dondup George Slim Fit Denim Stretch 13 Oz
DondupJeans Uomo Dondup Jeff Carrot Fit Comodo e Versatile
DondupJeans Uomo Dondup Icon in Denim Stretch
DondupIcon Jeans Slim Fit 12.5 Oz Rigid Denim
Pt TorinoJeans dritti crop
Oltre il denim: velluto, lana e i tessuti che fanno l'inverno
Il velluto a coste è il tessuto che ha fatto il ritorno più netto, e ha un vantaggio che il denim non ha: scalda di più a parità di peso. I Koons in velluto sono in misto cotone stretch e lyocell, cioè la coste morbida che si porta tutto il giorno, non quella rigida che ricordate dai pantaloni della scuola. Va tenuto presente che il velluto ha un verso: si spazzola sempre nella stessa direzione, altrimenti resta chiaro a chiazze.
Il misto lana è la scelta per chi il pantalone lo porta in ufficio. Nelle nostre schede compaiono composizioni che dichiarano anche il poliestere riciclato in quota importante, spesso intorno alla metà del tessuto: non è un ripiego, è quello che tiene la piega dopo otto ore e permette di lavarlo senza portarlo in lavanderia ogni volta.
E c'è la famiglia dei tessuti fluidi — crêpe, satin, twill stretch — che serve a una cosa sola e la fa benissimo: il pantalone che sostituisce la gonna la sera. Cade a piombo, non fa piega dietro il ginocchio, e sopra vuole solo una maglia sottile. Sulla maglieria giusta da metterci abbiamo scritto una guida a parte.
Disponibili adesso
Velluto, lana e tessuti d'inverno
DondupPantaloni Velluto a Coste Dondup Koons
DondupKoons Pantaloni in Velluto a Coste con Bottoniera
PinkoPantaloni Pinko Cynthia Cropped in Velluto
MarellaPantalone Slim Fit EPOCA in Twill Stretch con Vita Alta
MarellaPantalone Slim Fit Donna in Twill Stretch a Vita Alta
PinkoPantaloni Donna Pinko Cyntia in Velluto a Coste
MarellaPantaloni Gerona chino slim in misto lana
MarellaPantalone Donna Mini Flare Crêpe Satin
La taglia: dove si sbaglia, e come non sbagliare
Il pantalone è il capo che si rende di più, e quasi sempre per lo stesso motivo: si sceglie la taglia guardando la vita e ci si dimentica del cavallo, cioè l'altezza fra il cavallo e la cintura. Due jeans della stessa taglia con vita alta e vita bassa vestono in modo completamente diverso, e il secondo sembrerà sempre più stretto anche se non lo è.
Nel denim rigido, se siete a metà fra due misure prendete la più piccola: cede. Nello stretch prendete la vostra, perché non cede e vi ritroverete con la vita che gira. È l'unica regola di questa guida che vale al contrario a seconda del tessuto, ed è il motivo per cui le once, di nuovo, contano.
Le taglie dei jeans cambiano parecchio da marca a marca, e la misura in pollici non è la stessa cosa della taglia italiana. Le corrispondenze le trovate nel convertitore taglie; se restate in dubbio, scriveteci la circonferenza della vita e del bacino e vi diciamo noi il numero — il capo ce l'abbiamo in negozio e lo misuriamo.
Come si tiene un jeans perché duri
Si lava molto meno di quanto si crede. Il denim non è una camicia: ogni lavaggio porta via colore e un po' di struttura. Fra un uso e l'altro basta stenderlo all'aria; quando serve, acqua fredda, al rovescio, poca centrifuga. E non in asciugatrice, che è quello che ritira il cavallo e accorcia la gamba di un paio di centimetri senza avvisare.
I jeans scuri perdono colore nelle prime settimane, e sul divano chiaro si vede: è normale su un rigido non trattato, si attenua dopo tre o quattro lavaggi. Il velluto invece non va mai stirato dal diritto — si schiaccia la coste e resta lucido — ma sempre al rovescio e con il vapore.
Le altre guide della stagione: le tendenze dell'autunno-inverno, le scarpe, i colori e il cappotto.
Domande frequenti
Cosa vogliono dire le once (oz) sui jeans?
Sono il peso del denim per yarda quadrata e dicono quanto è spesso il tessuto. Sotto gli 11 oz il jeans è leggero e cade morbido; fra 11 e 12,5 oz c'è il denim di tutti i giorni, che tiene la forma senza essere rigido; dai 13 oz in su il denim è strutturato, all'inizio sembra severo e poi si modella sulla persona diventando il paio più duraturo. È il dato più utile per capire come si comporterà un jeans prima di provarlo.
Quale vestibilità di pantalone si porta nell'autunno-inverno 2026-2027?
La gamba resta larga, ed è il terzo inverno che va in questa direzione: wide leg dritto e ampio, loose più morbido con il fondo affusolato, e il cropped che si ferma sopra la caviglia per far vedere lo stivaletto. Lo slim non è affatto sparito e resta la vestibilità più richiesta quando il pantalone deve entrare in uno stivale alto o accompagnare una scarpa stringata.
Meglio un jeans rigido o con l'elastan?
Sono due capi con scopi diversi. Il rigido, cioè 100% cotone, parte compatto, si allarga leggermente con l'uso e si adatta alla forma di chi lo porta: è il jeans che dura e che migliora. Lo stretch con una piccola quota di elastan, di solito l'1 o il 2%, è comodo da subito e mantiene la forma anche dopo molte ore da seduti, ma resta sempre uguale a se stesso. Se state fra i due, decidete se volete comfort immediato o un capo che diventi vostro.
Che taglia prendere se sono fra due misure?
Dipende dal tessuto. Nel denim rigido conviene la misura più piccola, perché cede di circa mezzo numero nelle prime settimane. Nello stretch conviene la propria, perché non cede e una misura in più si traduce in vita che gira. Attenzione anche all'altezza del cavallo: due jeans della stessa taglia, uno a vita alta e uno a vita bassa, vestono in modo diverso e il secondo sembra sempre più stretto.
Con quale lunghezza si portano i pantaloni sugli stivali?
O il pantalone entra dentro lo stivale, o gli arriva sopra coprendo il gambale. La lunghezza intermedia, quella che si ferma a metà stivale, spezza la gamba e non valorizza nessuno dei due capi. Con i tronchetti la soluzione più pulita è il cropped, che lascia scoperta la caviglia e fa vedere la scarpa per intera; con gli stivali alti funziona lo slim, infilato dentro.
Ogni quanto si lavano i jeans?
Molto meno di quanto si pensi: ogni lavaggio porta via colore e struttura. Fra un uso e l'altro è sufficiente stenderli all'aria. Quando serve davvero, acqua fredda, capo al rovescio e centrifuga bassa, evitando l'asciugatrice, che ritira il cavallo e accorcia la gamba. I denim scuri perdono un po' di colore nelle prime settimane ed è normale: si stabilizzano dopo qualche lavaggio.
Redazione Vittorio Citro Boutique, Roccapiemonte. Vendiamo moda dal 1917.
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