Maglieria autunno-inverno 2026-2027: come si sceglie un maglione

Maglieria autunno inverno 2026 2027: maglioni, cardigan e dolcevita — Vittorio Citro Boutique

Guida alla stagione · Autunno-inverno 2026-2027

Due maglioni appesi vicini possono sembrare lo stesso capo e costare uno il triplo dell'altro. La differenza quasi mai si vede da lontano: sta scritta sul cartellino della composizione, quello che in negozio nessuno legge e online quasi nessuno cerca. È il motivo per cui questa guida comincia dall'etichetta e non dalle tendenze.

Sotto trovate come si legge una composizione, cosa fa davvero ogni fibra e come si sceglie il modello in base a dove lo metterete. La selezione è nella maglieria donna e nella maglieria uomo.

Cosa vuol dire davvero «cashmere» su un cartellino

Nella nostra maglieria decine di modelli nominano il cashmere, ma i capi in cashmere puro si contano sulle dita di una mano. Tutti gli altri sono misti, e le percentuali reali che trovate sulle nostre schede vanno dal 10 al 30 per cento. Non è una furbizia dei brand: è come si fa la maglieria da sempre.

Un esempio concreto, preso da capi che abbiamo in questo momento. I maglioni MC2 Saint Barth con i ricami dichiarano 20% cashmere, 35% lana e il resto altre fibre. Le maglie Marella a collo alto sono 70% lana e 30% cashmere. Un Lardini con cappuccio è 57% lana, 28% cashmere e 15% poliammide. Tre capi diversi, tre progetti diversi, e nessuno dei tre è un ripiego.

Il 20% di cashmere non serve a fare volume: serve a cambiare la mano del filato, cioè come il maglione si sente sulla pelle al primo contatto. L'80% che resta serve a tenere la forma, che è esattamente quello che il cashmere puro non sa fare da solo.

La regola pratica. Se un cartellino dice «misto cashmere» senza dichiarare la percentuale, chiedetela prima di comprare. Fra un 30% e un 5% c'è la differenza fra un maglione che dura cinque inverni e uno che dopo due lavaggi non somiglia più a se stesso. Dove la composizione è dichiarata, sulle nostre schede la trovate per esteso. Dove il brand non la fornisce — e succede su una parte del catalogo — scriveteci: il capo ce l'abbiamo in negozio e l'etichetta ve la leggiamo noi.

Le fibre, e cosa fa ciascuna

La lana è l'ossatura di quasi tutta la maglieria invernale, la nostra compresa. Tiene la forma, resiste, si infeltrisce solo se maltrattata in lavatrice. Quando trovate scritto merino significa fibra più fine: la stessa lana, ma senza il prurito che ha fatto detestare i maglioni a un'intera generazione di bambini.

Il cashmere dà il rapporto calore-peso migliore che esista in natura: scalda molto pesando pochissimo. In cambio è delicato, tende a fare i pallini nelle prime settimane e non perdona il gancio dell'appendiabiti. Un girocollo in cashmere puro come quelli di Alpha Studio è un capo da trattare bene, non da buttare in borsa.

L'alpaca è più lucida e più leggera della lana a parità di calore, e ha quel pelo lungo leggermente disordinato che si riconosce a occhio. La viscosa non scalda: serve a far cadere il capo, a dargli quel peso morbido che la lana da sola non ha. In un maglione da mezza stagione ha senso, in uno da gennaio in montagna molto meno.

Il poliammide merita un paragrafo a sé, perché è la fibra che fa storcere il naso a chi cerca il lusso e invece è quella che gli fa durare il capo.

Perché il poliammide non è un difetto. Nella nostra maglieria è dichiarato da decine di modelli, spesso in quote fra il 10 e il 20%, e sta quasi sempre nei punti che si deformano per primi: polsini, fondo, gomiti. Serve a tenere l'elasticità dove il capo lavora di più. Un cardigan in fibra nobile al cento per cento è splendido il primo anno e ha i gomiti a sacco il terzo. Diffidate del purismo: guardate dove sta la fibra sintetica, non se c'è.

Girocollo, dolcevita, cardigan: quale serve davvero

La domanda giusta non è quale sia più bello, ma cosa ci va sopra. Il girocollo è il pezzo che abbiamo più profondo in entrambi i reparti, e il motivo è che è l'unico che funziona da solo, sotto una giacca e sopra una camicia. Se ne comprate uno soltanto, prendete questo, in tinta unita e di un peso medio.

Il dolcevita risolve il problema che nessun altro capo risolve: sostituisce sciarpa e camicia insieme, e sotto un cappotto è la ragione per cui certe silhouette sembrano pulite invece che affollate. Ha una regola sola: dev'essere sottile. Un dolcevita spesso sotto la giacca fa il collo del giocatore di rugby, e non è un effetto che si aggiusta.

Il cardigan è l'unico capo di questa lista che si toglie senza spettinarsi, e questo lo rende il pezzo giusto per le giornate che cominciano a otto gradi e finiscono a diciotto — cioè quasi tutto l'autunno, dalle nostre parti. È anche il più delicato da scegliere: quello corto e aderente si porta come un top, quello lungo e pesante è un soprabito e va trattato come tale.

Il pullover con la mezza zip è la voce che cresce di più nel reparto uomo, e non per moda: sta bene chiuso e altrettanto bene aperto sulla camicia, e risolve l'ufficio senza la giacca. Da Jeordie's e Roberto Collina lo trovate nelle versioni più pulite.

La finezza del filato, che nessuno guarda e cambia tutto

Due maglioni con la stessa composizione possono comportarsi in modo opposto a seconda di quanto è fine il filato. Un filato fine — la maglia liscia, quasi setosa, che si vede sui girocollo eleganti — sta sotto una giacca senza gonfiare e si porta da settembre a maggio. Un filato grosso, con le trecce o le coste larghe, scalda molto di più ma non entra sotto niente: quello è il maglione che è il capospalla.

È l'errore d'acquisto più frequente che vediamo in boutique: si compra il maglione con le trecce perché è il più bello sul manichino, e poi non si mette mai perché non sta sotto il cappotto. Prima di scegliere, decidete se vi serve un capo da mettere sotto o un capo da mettere sopra. Sono due acquisti diversi.

La taglia, e perché qui l'oversize è una scelta e non un errore

La maglieria è l'unico reparto in cui prendere una taglia in più può essere corretto. Un girocollo oversize è un progetto: spalla che scende, manica lunga, corpo ampio, e il capo è disegnato per stare così. Un girocollo della vostra taglia comprato una misura sopra invece è solo largo, e si vede dalla spalla che cade nel punto sbagliato.

La differenza si legge nella scheda, non allo specchio: se il modello è pensato oversize c'è scritto. Se non c'è scritto, prendete la vostra taglia. Per le corrispondenze fra marche c'è il convertitore taglie, e in caso di dubbio la misura utile da mandarci è la circonferenza del torace.

Come si tiene un maglione perché duri

Non si appende. È la regola che si viola più spesso ed è quella che rovina più capi: il gancio della gruccia carica tutto il peso su due punti e in una stagione le spalle prendono le due punte che non se ne vanno più. La maglieria si piega, sempre, anche quella pesante.

I pallini nelle prime settimane sono normali sulle fibre corte e morbide, cashmere compreso: sono le fibrille superficiali che escono dove il capo sfrega, sotto le braccia e sui fianchi. Si tolgono con il pettinino apposito o con un rasoio passato in piano, mai tirandoli con le dita — se li strappate portate via anche il filo buono. Dopo il primo inverno il fenomeno si esaurisce da solo.

Si lava meno di quanto si crede. La lana è autopulente: quasi sempre basta stendere il maglione all'aria una notte fra un uso e l'altro. Quando serve il lavaggio, acqua fredda, programma lana, centrifuga al minimo, e ad asciugare va steso in piano su un asciugamano. Appeso bagnato si allunga sotto il proprio peso, e non torna.

Le altre guide della stagione: come scegliere il cappotto, i colori dell'autunno-inverno e gli stivali.

Domande frequenti

Meglio un maglione in cashmere puro o in misto cashmere?

Dipende da come lo userete. Il cashmere puro dà il massimo del calore col minimo del peso ed è il più morbido al tatto, ma è delicato e tiene meno la forma. Un misto con la lana — per esempio 70% lana e 30% cashmere — è più resistente, mantiene la struttura più a lungo e costa meno. Per un capo da mettere spesso il misto è spesso la scelta più sensata; il puro ha senso come acquisto da tenere anni, trattandolo bene.

Perché nel mio maglione di marca c'è il poliammide?

Perché serve a farlo durare. Il poliammide viene inserito in quote contenute, di solito fra il 10 e il 20%, e lavora dove il capo si deforma: polsini, fondo, gomiti. Un maglione in fibra nobile al cento per cento è splendido appena comprato ma cede prima nei punti di sforzo. La presenza di una fibra sintetica in percentuale bassa non abbassa la qualità del capo: spesso è il segno che è stato progettato per essere indossato davvero.

Come si evitano i pallini sul maglione?

Del tutto non si evitano, su cashmere e lane morbide sono fisiologici nelle prime settimane. Si limitano riducendo lo sfregamento — attenzione a tracolle e zaini portati sempre dallo stesso lato — e si tolgono con l'apposito pettinino o con un rasoio passato in piano sul tessuto teso. Non vanno mai strappati con le dita. Dopo la prima stagione il capo tende a stabilizzarsi.

Il maglione si può lavare in lavatrice?

Sì, se la lavatrice ha il programma lana: acqua fredda, detergente specifico, centrifuga al minimo o assente. Il danno vero non lo fa l'acqua ma il calore unito al movimento, che infeltrisce la fibra in modo irreversibile. Ad asciugare va steso in piano, mai appeso: da bagnato il capo si allunga sotto il proprio peso e non recupera la forma.

Che differenza c'è fra girocollo, dolcevita e lupetto?

Il girocollo ha lo scollo tondo alla base del collo. Il dolcevita ha il collo alto e ripiegato, che copre tutto il collo. Il lupetto è la via di mezzo: collo alto ma corto, non ripiegato, che arriva a metà. Sotto una giacca il lupetto è il più comodo dei tre perché non crea volume sotto il bavero.

Quando conviene comprare la maglieria invernale?

Fra settembre e ottobre, quando l'assortimento è completo e ci sono tutte le taglie. La maglieria è la categoria che si spaiona per prima: a novembre dei modelli più venduti restano le misure estreme. Se cercate una taglia centrale in un colore preciso, aspettare i saldi significa quasi sempre non trovarla.

Redazione Vittorio Citro Boutique, Roccapiemonte. Vendiamo moda dal 1917.

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