Maglione in cashmere: puro o misto, cosa dice l'etichetta e come lavarlo

Maglione in cashmere puro o misto: come leggere l'etichetta

Guida ai materiali · Cashmere

Un maglione in cashmere è puro solo se l'etichetta interna dice 100% cashmere. «In cashmere», «misto cashmere» o «cashmere blend» nel nome non dicono quanto ce n'è: lo dice solo la composizione, fibra per fibra. Si lava a mano, in acqua fredda o tiepida (mai oltre i 30 gradi), con un detersivo per lana, senza strizzarlo, e si asciuga steso in piano. In lavatrice solo se l'etichetta di manutenzione lo consente, e con il programma lana.

Per scrivere questa guida abbiamo fatto una cosa semplice: abbiamo letto, una per una, le composizioni delle maglie che vendiamo e che nominano il cashmere. A inizio ottobre erano 189 modelli. Quelli al 100% sono 12. La maggior parte degli altri ne contiene il 10%.

Puro, misto, «in cashmere»: cosa vuol dire ogni parola

Il cashmere è il sottopelo della capra Hircus, pettinato in primavera, durante la muta. È una fibra molto fine (le norme di etichettatura più diffuse la vogliono sotto i 19 micron di media), leggera e calda in proporzione al peso. È anche poca e costosa, ed è per questo che quasi sempre si mescola.

100% cashmere o «puro cashmere» significa una fibra sola. Misto cashmere significa che c'è, in una quota che sulle nostre schede va dal 4 al 95%. «In cashmere» nel nome di un capo, da solo, non garantisce niente: abbiamo trovato maglie chiamate così che dichiarano il 10%. La regola che diamo al banco è sempre la stessa: girate il capo, cercate l'etichetta cucita sul fianco e leggete i numeri. Il nome lo sceglie il marketing, la composizione no.

Cosa dicono le nostre etichette, numero per numero

Sulle 189 maglie che nominano il cashmere, 121 dichiarano la percentuale in scheda. Così si distribuiscono:

12 sono al 100%: i girocollo H953 e Alpha Studio da uomo, le maglie Marella e i cardigan e le maglie poncho NOTSHY da donna. 10 stanno fra il 30 e il 45%, come le maglie Marella 70% lana e 30% cashmere. 98 stanno fra il 10 e il 28%, e 74 di queste esattamente al 10%. Una sola ne dichiara il 4%. Le altre 68 nominano il cashmere ma non riportano la percentuale: per quelle, prima di comprare, chiedeteci di leggervi l'etichetta.

Girocollo H953 Damiè da uomo in 100% cashmere beige, trama a quadri in rilievo
Girocollo Damiè di H953: 100% cashmere, trama a quadri, fatto in Italia. È uno dei 12 modelli puri.

Perché il 10% non è una truffa (e quando conta la differenza)

La ricetta che incontriamo più spesso, sui maglioni MC2 Saint Barth, è 40% lana, 25% viscosa, 25% poliammide, 10% cashmere, o la sua variante 45/30/15/10. Il cashmere qui serve alla mano: rende la superficie più morbida e meno ruvida della lana sola. La viscosa dà caduta e lucentezza, la poliammide (cioè il nylon) tiene la forma dove un maglione si deforma per primo, a polsini, gomiti e fondo.

La differenza si sente su due cose. Il calore a parità di peso: un puro cashmere sottile scalda quanto una lana molto più spessa, un misto al 10% scalda più o meno come la lana che contiene. E i pallini: il cashmere puro ne fa nelle prime settimane, perché la fibra è corta e morbida; i misti con poliammide ne fanno meno, ma quelli che fanno restano più attaccati.

Maglione MC2 Saint Barth Heron Light blu navy con ricamo bianco sul petto, misto lana e cashmere
MC2 Saint Barth Heron Light: 45% lana, 30% viscosa, 15% poliammide, 10% cashmere. Una delle due ricette più diffuse del reparto.

Il consiglio della boutique. Decidete prima a cosa vi serve. Se cercate il maglione sottile da mettere sotto la giacca, che scaldi senza ingombrare, vale la pena del 100%. Se cercate il maglione colorato, col ricamo, da portare tutti i giorni e lavare spesso, un misto al 10-20% è più robusto e regge meglio la vita vera. Pagare il puro per un capo che finirà nel cesto ogni settimana è il modo più rapido per rimanerci male.

Maglione in cashmere da donna e da uomo: dove sta il puro

Curiosamente, da noi il puro è più frequente nella maglieria donna: 8 modelli su 56, fra le maglie Marella e i cardigan e le poncho NOTSHY. Nella maglieria uomo i modelli che nominano il cashmere sono di più, 133, ma i puri sono 4: tre girocollo H953 e un girocollo basic Alpha Studio.

Il grosso del reparto uomo sono i maglioni MC2 Saint Barth, quasi tutti misti fra il 10 e il 20%, con i ricami ironici che la gente compra anche per regalarli. Sotto Natale si aggiungono quelli della capsule Vacanze di Natale e Cortina, stessa ricetta. Per come si sceglie un maglione per forma, collo e colore c'è la nostra guida alla maglieria; qui restiamo sulla fibra.

La sciarpa in cashmere, dove la percentuale si sente di più

Sul collo la fibra tocca la pelle per ore, ed è lì che la differenza fra un puro e un misto si sente subito. Le sciarpe Dondup che abbiamo sono 95% cashmere e 5% lana vergine, praticamente pure. La Pinko Sogliola col maxi logo è 76% lana, 19% cashmere e 5% nylon: più robusta, pensata per l'uso di tutti i giorni. Le altre sono fra le sciarpe donna e, per chi cerca il berretto coordinato, fra i berretti uomo in lana e cashmere.

Sciarpa Pinko Sogliola grigia e nera con maxi logo, in lana con il 19% di cashmere
Pinko Sogliola: 76% lana, 19% cashmere, 5% nylon. Il nylon serve a non farla sfilacciare.

Come lavare il cashmere a mano

Prima di tutto l'etichetta di manutenzione: è quella che vale, perché un misto si lava come la sua fibra più delicata. Sulle schede MC2 Saint Barth che la riportano l'indicazione è «lavaggio a mano o a secco». Se non dice altrimenti, il metodo che consigliano i produttori di cashmere è questo:

1. Bacinella di acqua fredda o appena tiepida, al massimo 30 gradi, con un detersivo per lana o uno shampoo per cashmere. Niente ammorbidente, niente candeggina. 2. Il maglione va girato al rovescio, immerso e premuto con le mani per qualche minuto, senza strofinare. 3. Risciacquo nella stessa temperatura: il salto da caldo a freddo è quello che infeltrisce. 4. Mai strizzare: si arrotola dentro un asciugamano e si preme. 5. Si stende in piano su un altro asciugamano asciutto, si ridà la forma con le mani e si lascia asciugare lontano da termosifoni e sole diretto.

Sui misti con viscosa l'ultimo punto conta doppio: da bagnata la viscosa perde resistenza, e un maglione appeso o strizzato si allunga e non torna più come prima.

In lavatrice si può?

Solo se l'etichetta mostra la vaschetta con la mano o il simbolo del lavaggio delicato, e mai se indica soltanto il lavaggio a secco. In quel caso: programma lana, a freddo o al massimo 30 gradi, centrifuga al minimo, il maglione al rovescio dentro un sacchetto a rete. Anche quando l'etichetta lo permette, noi per un 100% restiamo sul lavaggio a mano: il rischio non vale i dieci minuti risparmiati.

Pallini, tarme e cambio armadio

I pallini sono normali, soprattutto nel primo mese di un puro. Non si tirano con le dita, perché si strappano le fibre sotto: si tolgono con un pettine per cashmere o un levapelucchi, il capo steso in piano, sempre nella stessa direzione. Dopo qualche lavaggio diminuiscono.

Per riporlo a fine stagione: pulito (le tarme cercano lo sporco e il sudore più della fibra), piegato e mai appeso, che con il peso si allunga sulle spalle. In un sacchetto di cotone, non di plastica, con un pezzo di legno di cedro o un sacchetto di lavanda accanto.

Prima di comprare, la cosa più utile resta sapere cosa state comprando. Vendiamo solo da rivenditore autorizzato: la composizione che leggete in scheda è quella dichiarata dal marchio, e se non c'è scriveteci, la leggiamo noi sull'etichetta.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se un maglione è cashmere puro?

Leggete l'etichetta di composizione cucita all'interno, di solito sul fianco: deve dire 100% cashmere. Il nome del capo («in cashmere», «misto cashmere») non basta, perché molti capi chiamati così ne contengono il 10%. Se comprate online e la scheda non riporta la percentuale, chiedetela al negozio prima dell'acquisto.

Un maglione con il 10% di cashmere vale la pena?

Sì, se sapete cosa comprate. Il 10% rende la maglia più morbida al tatto di una lana sola, mentre lana, viscosa e poliammide la rendono più robusta e più facile da tenere. Scalda più o meno come la lana che contiene: per il calore leggero e sottile serve il puro.

Come si lava il cashmere?

A mano, in acqua fredda o tiepida fino a 30 gradi, con un detersivo per lana, senza strofinare né strizzare. Si toglie l'acqua arrotolandolo in un asciugamano e si asciuga steso in piano, lontano da termosifoni e sole. L'etichetta di manutenzione del capo ha sempre l'ultima parola.

Il cashmere si può lavare in lavatrice?

Solo se l'etichetta lo consente, con il programma lana a freddo o a 30 gradi, centrifuga minima e il capo al rovescio in un sacchetto a rete. Se l'etichetta indica solo il lavaggio a secco, niente lavatrice.

Perché il maglione in cashmere fa i pallini?

Perché la fibra è corta e morbida, e lo sfregamento la solleva. Succede soprattutto nelle prime settimane. I pallini si tolgono con un pettine per cashmere o un levapelucchi, mai tirandoli con le dita, e diminuiscono con l'uso e i lavaggi.

Come si conserva il cashmere d'estate?

Pulito, piegato e non appeso, in un sacchetto di cotone traspirante. Accanto un pezzo di legno di cedro o un sacchetto di lavanda contro le tarme, che sono attirate soprattutto dai capi riposti sporchi.

Redazione Vittorio Citro Boutique, Roccapiemonte. Vendiamo moda dal 1917.

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