Cappotti Donna in Lana: Lunghi, Corti e con Cintura

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Abbigliamento donna · Cappotti

Un cappotto si compra una volta ogni qualche anno e si porta ogni giorno per cinque mesi. Per questo la domanda giusta non è come sta, ma di che cosa è fatto: fra due cappotti che in vetrina sembrano identici, la differenza sta nell'etichetta cucita all'interno, ed è la differenza fra tenere caldo a gennaio e non tenerlo.

Le percentuali vere, dalle nostre etichette

Non sono medie di settore: sono i cartellini dei cappotti che abbiamo in casa in questo momento.

Marella Andina è 100% lana in double, cioè due teli di tessuto uniti senza fodera — il costruttivo più caldo e più pulito da vedere. Marella MLLPAVIDO sta al 90% lana vergine e 10% cashmere: il cashmere non scalda molto di più, ma cambia la mano, e si sente al tatto dal primo secondo.

Pinko VERICI dichiara 75% lana, 20% nylon e 5% cashmere: il nylon serve a tenere la forma e ad alleggerire, e infatti è un cappotto lungo che non pesa sulle spalle. Emporio Armani lavora su un misto più complesso — 48% lana vergine, 32% viscosa, 12% poliammide con l'alpaca — che è la ricetta dei cappotti morbidi, quelli che cadono invece di stare in piedi.

La soglia da tenere a mente. Sotto il 50% di lana un cappotto smette di essere un cappotto invernale e diventa un soprabito. I nostri poncho Twinset stanno al 56% acrilico, 37% poliammide e 7% lana: sono bellissimi sopra un abito e si portano da ottobre, ma a gennaio con il vento ci vuole altro. Lo diciamo prima, non dopo.

Lungo, corto o con la cintura

Il lungo — sotto il ginocchio — è l'unico che copre davvero quando fa freddo, e funziona sopra i pantaloni e sopra gli abiti. È anche quello che chiede più attenzione alle proporzioni: se il cappotto arriva a metà polpaccio, la scarpa non può sparire sotto.

Il corto, come il Balco di Marella, si ferma al fianco: si porta sopra il jeans senza impacciare, sale e scende dall'auto senza pieghe, ed è il cappotto di chi cammina poco all'aperto. Con la cintura — Pulcino, EOLICO, POLKA — il cappotto prende la vita e cambia silhouette: è il modo più semplice per far funzionare un capo ampio su una figura minuta.

Il doppiopetto e il double

Il doppiopetto sovrappone due strati di tessuto sul petto: è più caldo dove serve e dà una linea più strutturata. Il double non è un modello ma una costruzione: due tessuti accoppiati senza fodera, con il bordo lavorato a mano. Costa di più, dura di più, e si riconosce guardando l'interno — se non c'è fodera e la cucitura è pulita anche dentro, è double.

Il bouclé è un'altra cosa ancora: filato ad anelli che crea la superficie a nodini. Scalda bene e non si stropiccia, ma si impiglia — va tenuto lontano da borse con borchie e da cinture rigide.

I marchi che teniamo

Marella è la nostra profondità sul cappotto: panno, double, misto lana, corti e lunghi. MM Max Mara porta il double di lana sulle forme più architettoniche. Pinko lavora il cappotto lungo con il cashmere in percentuale bassa e la linea aderente, Twinset il poncho e i check con le paillettes, Emporio Armani i misti morbidi con alpaca e il trench in pelle di capra.

Se cercate qualcosa di più tecnico contro il freddo vero, la risposta sono i piumini donna. Per le mezze stagioni ci sono le giacche e i blazer, e sotto il cappotto la maglieria. Il ragionamento completo su come si sceglie sta nella guida al cappotto donna.

Domande frequenti

Quanta lana deve avere un cappotto per essere caldo?

Come regola pratica, almeno il 50%: sotto quella soglia si scende verso il soprabito, bello ma non invernale. Un 100% lana in double è il massimo che si trova; un 90% lana con 10% cashmere aggiunge morbidezza più che calore. Le percentuali sono sempre scritte sull'etichetta interna, e nelle nostre schede le riportiamo.

Che differenza c'è fra un cappotto in panno e uno in double?

Il panno è un tessuto follato e compattato, spesso e coprente. Il double è una costruzione: due teli accoppiati senza fodera, con i bordi rifiniti a mano. Il double è più leggero a parità di calore, più pulito da vedere all'interno, e costa di più. Si riconosce aprendo il cappotto: se non c'è fodera, è double.

Il cashmere nel cappotto serve davvero?

Serve alla mano, non tanto al calore. Un 10% di cashmere su base lana rende il tessuto più morbido e più piacevole al tatto, ma il potere isolante lo dà la lana e lo dà il peso del tessuto. Un 100% lana pesante scalda più di un misto con poco cashmere.

Che taglia si prende per un cappotto?

La propria, tenendo conto di cosa ci va sotto: se lo portate su una maglia pesante o su una giacca, una taglia in più ha senso; se lo portate su camicia e maglieria fine, la taglia abituale. Il punto di controllo è la spalla: se la cucitura cade oltre l'osso, il cappotto è troppo grande e non si aggiusta.

Come si conserva un cappotto in lana?

Appeso su una gruccia larga e sagomata, mai su una sottile che segna le spalle, e coperto da un sacco in tessuto, non in plastica: la lana ha bisogno di respirare. A fine stagione va pulito prima di riporlo — le macchie invisibili sono quello che attira le tarme, non il capo sporco a vista.