Guida al regalo · Casa e tavola
Fra i regali per la casa, quello che non finisce in un armadio è quello che si usa a tavola: un decanter per chi apre bottiglie importanti, due calici buoni per chi il vino lo beve tutte le sere, un bicchiere da whisky pesante per chi tiene una bottiglia sul mobile del bar. La scelta parte da cosa beve chi lo riceve, non da cosa piace a voi. E rispetto a un maglione c'è un vantaggio: non ha una taglia da indovinare.
I nostri bicchieri e calici sono di NUDE, in cristallo senza piombo. Qui sotto: come si sceglie ogni pezzo, cosa regalare a chi, come si lava senza rovinarlo.
1. Il decanter: a cosa serve davvero
Un decanter fa due mestieri diversi, e conviene sapere quale serve prima di regalarlo.
Il primo è separare il vino dal deposito. I rossi invecchiati a lungo e i Porto vintage formano sul fondo un sedimento che in bocca è amaro e granuloso. Si lascia la bottiglia in piedi per un giorno, così il deposito scende, poi si travasa piano, controluce, e ci si ferma quando il sedimento arriva al collo. Un vino vecchio è fragile: si decanta poco prima di servirlo, non ore prima.
Il secondo è dare aria. I rossi giovani e tannici, chiusi appena stappati, si aprono a contatto con l'ossigeno. Qui conta la forma: una base larga espone più superficie all'aria. Per i bianchi in genere non serve, con l'eccezione di qualche bianco strutturato; per le bollicine no, perché l'aria porta via proprio le bollicine.
Fra i decanter e le caraffe che abbiamo, il Jazz esiste anche con la base in marmo, che serve a tenere il vino più fresco. Il Cantina è in formato magnum, pensato per le bottiglie doppie. Il Vintage ha la forma più classica della serie e va bene anche per l'acqua e i distillati: è quello da regalare a chi ancora non ha niente.
2. Il calice giusto per ogni vino
La forma del calice decide dove arriva il vino in bocca e quanto profumo raccoglie il naso. Non serve un servizio per ogni vitigno: bastano quattro famiglie.
Rossi strutturati
Coppa alta e capiente, il calice da Bordeaux. Lo Stem Zero Powerful lavora per «effetto camino»: le molecole aromatiche più pesanti salgono e si liberano, e il vino arriva sul fondo del palato, la parte più sensibile al tannino. Va bene per i rossi che con l'aria migliorano.
Rossi delicati
Il calice da Borgogna ha la coppa larga che si chiude verso il bordo e trattiene i profumi. È la forma per i vini profumati e poco tannici, dove un Bordeaux sarebbe troppo. Nel catalogo è il set Refine Burgundy.
Bianchi
Qui c'è l'errore più comune: usare un calice solo per tutti i bianchi. Un bianco delicato vuole una coppa piccola e un bordo stretto che tenga insieme le note alte. Un bianco strutturato, uno Chardonnay passato in legno per capirsi, vuole una coppa ovale ampia come quella dello Stem Zero per bianchi strutturati.
Bollicine
La flûte tiene in vista il perlage, la coppa a tulipano lascia più spazio ai profumi. Per un regalo vanno bene entrambe, a patto di sapere cosa si stappa dall'altra parte: un metodo classico invecchiato dà il meglio in un calice più ampio. Le trovate fra i calici da spumante.
E se chi riceve non vuole quattro servizi in credenza, c'è il Masterglass: un calice unico pensato per reggere tutto, dai bianchi delicati ai rossi potenti fino allo champagne. Appartiene alla serie Stem Zero, quella in cui NUDE usa la tecnologia Ion Shielding per rendere più resistente un cristallo così sottile. Tutti i modelli sono fra i calici da vino.

3. Il bicchiere da whisky: tumbler o degustazione
Prima di comprarlo bisogna sapere come beve il whisky chi lo riceve, perché i bicchieri sono due famiglie diverse.
Il tumbler è il bicchiere basso a fondo pesante. Nelle sigle delle schede, DOF indica il formato largo, quello che regge il ghiaccio; SOF il formato più stretto e alto. Gli Alba di Joe Doucet sono DOF, con un motivo tartan decostruito inciso a mano e il bordo rastremato che raccoglie il profumo. I Finesse sono la linea più sobria, ridotta all'essenziale, e li abbiamo in tutti e due i formati.
Il bicchiere da degustazione ha una coppa che si stringe in alto e concentra i profumi verso il naso. È per chi beve il whisky liscio e lo annusa prima di assaggiarlo: gli Islands nascono per questo, e la loro forma va bene anche per i rum invecchiati.
Il ghiaccio diluisce, e c'è chi non lo vuole. Il tumbler Chill appoggia su una base in marmo pensata per tenere il distillato in temperatura senza acqua nel bicchiere. La selezione completa è fra i bicchieri da whisky; chi preferisce i miscelati trova highball e coupe fra i bicchieri da cocktail.

Disponibili adesso
Decanter, calici e bicchieri da whisky
4. Come si regala: per chi riceve, non per chi regala
Chi beve rosso con attenzione. Decanter più due calici, in una scatola sola. Il set Balance & Terroir ha il decanter che sta inclinato e oscilla appena quando lo si sposta, ed è confezionato per essere regalato così com'è.
Chi apre una bottiglia buona e non la finisce. Il set Vintage & Terroir ha il tappo tondo in sughero, che chiude il vino rimasto nel decanter senza doverlo travasare di nuovo.
Chi sta mettendo su casa. Il set Cheers: tre calici diversi, uno per il rosso, uno per il bianco e uno per le bollicine. Serve a capire cosa si beve più spesso prima di comprare un servizio intero.
Chi tiene il whisky sul mobile del bar. Il set Malt di Mikko Laakkonen mette insieme caraffa, due bicchieri e una ciotola per il ghiaccio, il pezzo che di solito manca. Lo Square & Rocks V abbina la bottiglia Square a due bicchieri dal fondo pesante.
Chi non beve alcolici. Una caraffa da acqua, che resta in tavola tutti i giorni, o un portacandele: fra i portacandele e candelieri ci sono pezzi che non chiedono di conoscere i gusti di nessuno.
I set di questa sezione, dal Balance & Terroir al Malt, sono raccolti anche fra i cofanetti e set regalo, accanto ai kit di cappello e sciarpa.
Il consiglio della boutique. Se non sapete cosa beve, non regalate il decanter: rischia di restare nella scatola. Regalate due calici, o un Masterglass, che va bene con qualsiasi vino. E meglio due calici buoni che sei qualunque: la maggior parte dei nostri arriva in coppia, ed è la misura giusta per una cena a due.

5. Lavastoviglie sì o no
Le nostre schede non lo dicono pezzo per pezzo, quindi riportiamo le indicazioni di NUDE. Per i decanter NUDE indica il lavaggio a mano, con una spugna morbida e senza il lato abrasivo, che riga la superficie. Poi si asciuga e si lucida con un panno morbido, meglio se in microfibra.
I calici Stem Zero sono dichiarati adatti alla lavastoviglie fino a 2.000 cicli. NUDE però consiglia comunque il lavaggio a mano, perché il risultato in macchina dipende dalla dose di detersivo, dalla durezza dell'acqua e da come sono sistemati i bicchieri. Se finiscono in lavastoviglie, non vanno caricati insieme a legno, alluminio, rame o argento.
Due regole valgono per tutto il cristallo: niente candeggina e niente liquidi acidi. Nella nostra esperienza, poi, un calice si rompe quasi sempre quando lo si asciuga tenendo la coppa con una mano e il piede con l'altra: il gambo si torce e si spezza. Si tiene per la coppa, e il panno lavora solo lì. I pezzi con la base in marmo si lavano separati, e il marmo a mano.
Se un regalo per la casa non vi convince ancora, abbiamo raccolto altre idee per lei e per lui, la selezione dei regali di lusso e la pagina dei regali di Natale.
Domande frequenti
Cosa regalare per la casa a chi ha già tutto?
Un oggetto che sostituisce qualcosa di ordinario con qualcosa di buono: due calici in cristallo al posto dei bicchieri qualunque, un decanter per chi apre bottiglie importanti, un tumbler pesante per chi beve whisky. Si sceglie partendo da cosa beve chi lo riceve, e se non lo sapete un calice universale è la scelta più sicura.
A cosa serve il decanter per il vino?
A due cose: separare il vino dal deposito, nei rossi invecchiati e nei Porto vintage, e dare ossigeno ai rossi giovani e tannici, che appena stappati sono chiusi. Per i vini vecchi si decanta poco prima di servirli, perché sono fragili; per i bianchi in genere non serve, per le bollicine no.
Quanto tempo deve stare il vino nel decanter?
Dipende dal vino, e non c'è un numero valido per tutti. Un rosso giovane e tannico si avvantaggia di qualche decina di minuti, a volte di più: il modo più affidabile è assaggiarlo ogni tanto. Un rosso molto invecchiato si travasa per togliere il deposito e si beve subito.
Che differenza c'è fra calice da vino rosso e da vino bianco?
La coppa. Il calice da rosso è più ampio e lascia al vino superficie per aprirsi; quello da bianco delicato è più piccolo, con un bordo stretto che tiene insieme le note più leggere. I bianchi strutturati, come uno Chardonnay affinato in legno, vogliono una coppa ovale più ampia, vicina a quella di un rosso.
Che bicchiere si usa per il whisky?
Il tumbler, basso e a fondo pesante, per chi beve whisky con il ghiaccio o liscio senza troppe cerimonie: nel formato DOF è più largo, nel SOF più stretto e alto. Per chi lo beve liscio e vuole sentirne i profumi c'è il bicchiere da degustazione, con la coppa che si stringe verso l'alto.
I calici in cristallo si possono lavare in lavastoviglie?
Dipende dalla serie. NUDE dichiara i calici Stem Zero adatti alla lavastoviglie fino a 2.000 cicli, ma consiglia comunque il lavaggio a mano; per i decanter indica solo il lavaggio a mano. In ogni caso niente candeggina, niente liquidi acidi e niente spugne abrasive.
Redazione Vittorio Citro Boutique, Roccapiemonte. Una famiglia nella moda dal 1917.








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