Come si legge una piramide olfattiva
Beauty · Guida alla profumeria
Su ogni scheda di profumo che vendiamo trovate tre righe: note di testa, note di cuore, note di fondo. Sono la cosa più utile della scheda e quella che quasi nessuno legge, perché sembra un elenco di ingredienti e invece è una sequenza temporale: dice cosa sentirete adesso, cosa fra un'ora e cosa stasera.
Impararla a leggere è il modo più rapido per smettere di comprare profumi a caso. In boutique è anche la prima cosa che spieghiamo a chi arriva dicendo «voglio qualcosa di diverso ma non so cosa».
Le tre fasi, e perché esistono
Un profumo non è un odore fisso: è una miscela di molecole che evaporano a velocità diverse. Le più leggere se ne vanno per prime, le più pesanti restano attaccate alla pelle per ore. La piramide non è altro che questo, messo in ordine.
Le note di testa — i primi minuti
Sono le molecole più volatili: agrumi, note verdi, aromatiche fresche come la menta o il basilico, spezie leggere. Durano poco — si parla di minuti, non di ore — e servono a fare l'apertura. È il motivo per cui non si sceglie mai un profumo dai primi trenta secondi: quello che sentite alla prova sulla cartina è quasi tutto testa, e fra un quarto d'ora non ci sarà più.
Le note di cuore — le ore centrali
Entrano quando la testa si spegne e sono la parte più riconoscibile della fragranza: fiori, spezie piene, frutta, note verdi più corpose. È il carattere vero della composizione, quello che le persone attorno a voi associeranno a voi. Se un profumo vi piace all'inizio ma vi stanca dopo un'ora, il problema quasi sempre sta qui.
Le note di fondo — quello che resta
Legni, resine, muschi, ambra, vaniglia, cuoio, oud. Sono le molecole più pesanti, evaporano lentamente e restano sulla pelle per ore o per l'intera giornata. Il fondo è anche quello che decide se un profumo dura: due fragranze con la stessa apertura possono comportarsi in modo completamente diverso a seconda di cosa hanno sotto.
Come si prova un profumo, allora. Sulla pelle, non sulla cartina, e aspettando almeno mezz'ora prima di decidere. Un solo profumo per volta — al terzo il naso si satura e non distingue più niente. E se potete, tornate a sentirlo a fine giornata: è quello il profumo che porterete davvero, non l'apertura.
Come si usa la piramide per scegliere
Ecco il punto pratico. Prendete una fragranza che avete amato — anche di grande distribuzione, non importa — e guardatene la piramide. Se il cuore è un fiore bianco e il fondo è un legno cremoso, sapete due cose su di voi che valgono più di qualunque descrizione commerciale, e potete cercare per somiglianza invece che per tentativi.
È esattamente il criterio con cui abbiamo costruito il nostro catalogo. Ogni fragranza è classificata per famiglia olfattiva — la categoria a cui appartiene la composizione nel suo insieme — e per ingrediente prominente, cioè le materie prime che stanno davvero in testa o in cuore. La differenza conta: un muschio nominato in fondo a un elenco di venti note non fa di quella fragranza un muschiato.
Le otto famiglie, in una riga ciascuna
Legnosi — cedro secco, sandalo cremoso, vetiver terroso, oud resinoso: la spina dorsale della nicchia. Orientali — ambra, resine, spezie calde, balsami: i più avvolgenti e i più persistenti.
Floreali — nella nicchia non sono mai il mazzo di fiori: il gelsomino diventa quasi animale, la tuberosa carnosa. Aromatici — lavanda, salvia, rosmarino: i più puliti e i più facili da portare tutti i giorni.
Gourmand — vaniglia, caramello, cacao, mandorla: immediati, ma vanno scelti guardando cosa c'è sotto il dolce. Speziati — pepe, cannella, cardamomo, zafferano.
Agrumati — bergamotto, limone, pompelmo: i più volatili per natura, ed è per questo che durano meno. Al cuoio — pelle conciata, fumo, betulla: la famiglia con più carattere e la meno neutra di tutte.
Eau de toilette, eau de parfum, extrait
Non sono qualità diverse dello stesso profumo: sono concentrazioni diverse di essenze in alcol, e cambiano il modo in cui la fragranza occupa lo spazio.
L'eau de toilette sta in genere fra il 5 e il 15%: apre bene, proietta poco a lungo, si rimette nel pomeriggio. L'eau de parfum fra il 15 e il 20%: è il formato più diffuso e il compromesso migliore fra scia e durata. L'extrait de parfum parte dal 20% e in certi casi va molto oltre: resta più vicino alla pelle e dura molto più a lungo.
La conseguenza pratica sorprende quasi tutti: l'extrait non è quello che si sente di più. È il profumo che sentono le persone che vi abbracciano; l'eau de parfum è quello che sente chi vi passa accanto. Se cercate presenza, non conviene automaticamente salire di concentrazione.
Scia e durata sono due cose diverse
Si confondono sempre. La scia — in gergo sillage, dal francese — è quanto il profumo si allontana da voi: quanto ne sente chi entra nella stanza dopo che siete usciti. La persistenza è per quante ore resta percepibile sulla vostra pelle.
Sono indipendenti. Esistono fragranze che durano dodici ore ma restano aderenti alla pelle, e fragranze che riempiono una stanza e spariscono in tre ore. Quando qualcuno dice «questo profumo non dura», nove volte su dieci intende che non lo sente più addosso — ma è normale: il naso si assuefà al proprio profumo in pochi minuti, mentre gli altri continuano a sentirlo benissimo.
Perché lo stesso profumo cambia da persona a persona
Non è una leggenda. Il pH della pelle, la temperatura corporea e quanto la pelle è idratata cambiano la velocità con cui le molecole evaporano, e quindi l'equilibrio fra le tre fasi. Sulle pelli secche il profumo evapora più in fretta e dura meno; su quelle più grasse le note di fondo si aggrappano e restano molto più a lungo.
È anche il motivo per cui regalare un profumo è difficile, e per cui la regola che diamo in boutique è di partire dalla famiglia di una fragranza che avete visto usare a quella persona, non da quella che piace a voi.
Tre cose che allungano la durata, e non costano niente. Applicatelo sulla pelle idratata — una crema neutra prima del profumo fa più differenza di qualsiasi trucco. Spruzzatelo sui punti caldi, dove il sangue scorre vicino alla superficie: incavo del gomito, base del collo, dietro le orecchie. E non strofinate i polsi uno contro l'altro: è il gesto più comune e l'unico che vi consigliamo di smettere.
Dove andare adesso
Se sapete già che famiglia cercate, si parte da lì: la profumeria di nicchia è divisa per famiglia e per ingrediente proprio per questo. Se invece cercate un punto di partenza, abbiamo scritto due percorsi diversi — uno e l’altro — anche se le fragranze sono le stesse: nella nicchia non hanno genere.
E se avete un profumo che amate e volete qualcosa che gli somigli, scriveteci il nome: da quello sappiamo dove mandarvi. È la domanda che ci fanno più spesso, ed è quella a cui rispondiamo più volentieri.
Domande frequenti
Che cos'è la piramide olfattiva di un profumo?
È la struttura di una fragranza divisa in tre fasi temporali: note di testa, di cuore e di fondo. Non è un elenco di ingredienti ma una sequenza: le molecole più leggere evaporano subito e formano l'apertura, quelle intermedie danno il carattere nelle ore centrali, quelle più pesanti restano sulla pelle fino a sera.
Quanto durano le note di testa?
Pochi minuti, in genere fra i cinque e i quindici. Sono le molecole più volatili — agrumi, note verdi, aromatiche fresche — e servono a fare l'apertura. È la ragione per cui non si sceglie mai un profumo dai primi trenta secondi: quello che sentite alla prova è quasi tutto testa e fra un quarto d'ora non ci sarà più.
Che differenza c'è fra eau de toilette, eau de parfum ed extrait?
La concentrazione di essenze. L'eau de toilette sta fra il 5 e il 15%, l'eau de parfum fra il 15 e il 20%, l'extrait de parfum dal 20% in su. Non è una scala di qualità: l'extrait dura di più ma resta vicino alla pelle, mentre l'eau de parfum proietta di più nelle prime ore. Se cercate presenza, salire di concentrazione non è automaticamente la risposta.
Che differenza c'è fra scia e persistenza?
La scia, o sillage, è quanto il profumo si allontana da voi: quanto ne sente chi entra nella stanza dopo di voi. La persistenza è per quante ore resta percepibile sulla vostra pelle. Sono indipendenti: esistono fragranze che durano dodici ore restando aderenti, e altre che riempiono una stanza e spariscono in tre.
Perché non sento più il mio profumo dopo poco?
Perché il naso si assuefà al proprio profumo in pochi minuti: è un adattamento normale dei recettori olfattivi. Nella grande maggioranza dei casi la fragranza c'è ancora eccome, e le persone attorno a voi continuano a sentirla. Se volete verificarlo, chiedete a qualcun altro invece di aggiungere altri spruzzi.
Come si fa durare di più un profumo?
Applicandolo sulla pelle idratata — una crema neutra prima fa più differenza di qualsiasi altro accorgimento — e sui punti caldi, dove il sangue scorre vicino alla superficie: incavo del gomito, base del collo, dietro le orecchie. Evitate di strofinare i polsi uno contro l'altro. Conta anche la famiglia: gli agrumati sono volatili per natura, i legnosi e gli orientali durano molto di più.
Perché lo stesso profumo è diverso su persone diverse?
Perché il pH della pelle, la temperatura corporea e il livello di idratazione cambiano la velocità con cui le molecole evaporano, e quindi l'equilibrio fra le tre fasi della piramide. Sulle pelli secche la fragranza evapora prima e dura meno; su quelle più grasse le note di fondo restano molto più a lungo.