Moda sostenibile: cosa significa davvero sulle etichette

Moda Sostenibile Marchi da Seguire per un Futuro Eco-Consapevole

«Sostenibile» è la parola più abusata degli ultimi dieci anni di moda. Viene stampata su cartellini che non dichiarano niente di verificabile, e questo ha stancato tutti — a ragione. Da rivenditori, però, le etichette le leggiamo per mestiere, e qualche differenza vera esiste. Ecco quali sono, senza retorica.

Le tre cose che si possono verificare

Il cotone organico. Coltivato senza pesticidi e fertilizzanti di sintesi. Non è una dichiarazione d'intenti: o il capo lo è o non lo è, e il produttore deve poterlo dimostrare. Nella nostra selezione lo trovi soprattutto sulla maglieria e sulle felpe Lacoste, dove è indicato sulla scheda del singolo capo.

La certificazione GOTS. È lo standard più serio che si incontri su un cartellino: copre la fibra ma anche il processo — tinture, lavorazioni, condizioni di lavoro — e viene verificata da enti terzi. Su un paio di jeans significa qualcosa di concreto. Dondup la applica su parte della produzione in denim, e sulla scheda è dichiarata.

I materiali rigenerati e riciclati. Qui la differenza la fa il numero: una percentuale dichiarata vale, un generico «eco» no. UGG ha una linea Regenerate e usa materiali riciclati su diversi modelli, dalle Tasman alle sneaker Minimel; adidas lavora sul poliestere riciclato su parte della collezione.

Cosa non significa niente

Un cartellino che dice solo «eco-friendly» o «green» senza specificare cosa, quanto e certificato da chi. È la parte del settore che ha bruciato la credibilità di tutto il resto: se non c'è una fibra dichiarata, una percentuale o un ente certificatore, è marketing.

Lo stesso vale per le collezioni «capsule sostenibili» di marchi che producono tutto il resto come prima. Non è una critica ideologica — è che quei venti capi non cambiano il bilancio di una maison.

Il modo più sostenibile di comprare, e non è un materiale

Lo diciamo controvoglia perché vendiamo vestiti: il capo più sostenibile è quello che tieni dieci anni. Una polo in piqué ben fatta, un cappotto di lana vera, un paio di anfibi che si risuolano valgono più di qualunque etichetta verde su un capo che dopo due lavaggi non si mette più.

È anche il motivo per cui in boutique insistiamo sulla taglia giusta e sulla cura: un capo che calza male finisce nell'armadio, e un capo nell'armadio è già uno spreco. Le nostre guide alle taglie servono anche a questo.

Dove guardare in concreto

Sulla scheda di ogni prodotto trovi la composizione e, quando ci sono, le certificazioni. Se cerchi da dove partire: la maglieria in cotone organico Lacoste, i modelli UGG con materiali rigenerati, il denim Dondup certificato GOTS o le proposte adidas in poliestere riciclato.

Se un dettaglio non è chiaro, scrivici: leggiamo l'etichetta insieme prima che tu ordini.

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