Donna · Abiti da cerimonia
Vestirsi per la cerimonia di qualcun altro ha regole che nessuno scrive sull'invito ma che tutti conoscono. La prima e più assoluta è che il bianco non si tocca — nemmeno il panna, nemmeno l'avorio, nemmeno «ma è più beige che bianco». È l'unico divieto senza eccezioni, e vale anche per gli abiti a fantasia con molto fondo chiaro.
Il resto è più flessibile di quanto si creda, e dipende soprattutto da due cose: l'orario e il ruolo.
La lunghezza si sceglie sull'orario
Cerimonia di mattina o di primo pomeriggio: midi o corto, colori chiari e vivi, tessuti opachi. Il lungo alle undici del mattino è sempre troppo, per quanto bello sia l'abito.
Dal tardo pomeriggio in poi: il lungo diventa la scelta naturale e i tessuti possono avere luce — raso, satin, paillettes. È la fascia oraria in cui un abito importante non risulta mai eccessivo.
Se l'invito dice «cerimonia» e basta, senza specificare l'ora, il midi è la scelta che non sbaglia mai: sta bene alle undici come alle otto di sera, ed è anche la lunghezza che si riusa di più.
Il consiglio della boutique. Comprate l'abito pensando alla seconda volta che lo metterete, non alla prima. Un midi in tinta unita, di un colore che vi sta bene, con un taglio pulito: quello lo rimettete a una laurea, a una cena, a un altro matrimonio l'anno dopo. L'abito ricamato che tutti fotograferanno lo indosserete una volta sola, ed è il motivo per cui costa così poco al metro quadro di armadio.
I colori: cosa si può, cosa no
Vietato: il bianco e tutte le sue sfumature. Da valutare: il nero totale, che in alcune famiglie e in certe zone d'Italia resta associato al lutto — se non conoscete gli sposi bene, un blu notte dice la stessa eleganza senza il rischio. Da evitare per cortesia: il rosso pieno se non siete sicure, perché attira l'occhio più di quanto un'invitata dovrebbe.
Tutto il resto è vostro: il verde, il ruggine e il bordeaux funzionano benissimo in autunno; i pastelli e il rosa antico in primavera; il blu in qualsiasi stagione. Se la sposa ha indicato una palette, seguirla è una cortesia che si nota.
Pizzo, paillettes, tinta unita
Il pizzo è il tessuto più fotogenico e il più delicato da portare: funziona benissimo su un midi, mentre su un abito lungo rischia di spostare l'insieme verso il registro della sposa. Attenzione al colore del fondo, che è quello che si vede davvero.
Le paillettes e il lurex vanno bene solo dal tramonto in poi. Di giorno diventano vistosi anche su un abito sobrio, ed è l'errore che si vede più spesso nelle foto dei matrimoni di mattina.
La tinta unita è la scelta meno appariscente e la più riusabile. Se dovete comprare un solo abito da cerimonia per i prossimi tre anni, è questa.
Le case che teniamo
Pinko è la più rappresentata, con i tagli che hanno reso la maison riconoscibile e una fascia di prezzo accessibile. Twinset lavora sulla femminilità più morbida e sui ricami, Marella e MM Max Mara sul minimalismo sartoriale — le linee pulite che si riusano davvero.
Emporio Armani porta i modelli più architettonici e MC2 Saint Barth quelli per le cerimonie di mare, che in Costiera sono buona parte dell'estate. La fascia va dai sessanta euro ai quasi mille, con la maggior parte dei modelli sotto i duecento.
Le scarpe, e la promessa che nessuno mantiene
Le scarpe da cerimonia si comprano con l'idea di stare in piedi otto ore, e quasi mai va così. Il consiglio che diamo sempre: scegliete il tacco che portate davvero, non quello che vorreste portare — sei centimetri che reggete tutto il giorno battono dieci che vi tolgono dalle foto dopo il pranzo.
La nostra selezione da cerimonia è Ninalilou, la casa che lavora quasi solo su questo, con i sandali gioiello e i décolleté da sera; per le spose c'è scarpe da sposa. Le slingback sono l'alternativa a chi il décolleté lo perde camminando.
Per l'uomo, la selezione è in abiti da cerimonia uomo. Tutti gli abiti donna sono in abiti.
Domande frequenti
Che colore non si può indossare a un matrimonio?
Il bianco e tutte le sue sfumature — panna, avorio, burro — perché è il colore della sposa: è l'unico divieto senza eccezioni, e vale anche per le fantasie con molto fondo chiaro. Il nero totale è da valutare, perché in alcune zone e in alcune famiglie resta legato al lutto: un blu notte dà la stessa eleganza senza il rischio.
Che lunghezza deve avere un abito da cerimonia?
Dipende dall'orario. Per una cerimonia di mattina o primo pomeriggio, midi o corto; dal tardo pomeriggio in poi il lungo è la scelta naturale. Se l'invito non specifica l'ora, il midi è la lunghezza che funziona sempre ed è anche quella che si riusa di più.
Si possono mettere le paillettes a un matrimonio di giorno?
Meglio di no. Le paillettes e i tessuti con lurex vanno dal tramonto in poi: di giorno risultano vistosi anche su un abito dal taglio sobrio. Per le cerimonie diurne si sceglie un tessuto opaco, eventualmente con un dettaglio ricamato.
Come si sceglie un abito da cerimonia che si possa riusare?
Tinta unita, taglio pulito, lunghezza midi. È la combinazione che si rimette a una laurea, a una cena importante o a un altro matrimonio, mentre l'abito molto ricamato resta legato a quella singola giornata. Se dovete comprarne uno solo per i prossimi anni, quella è la scelta.
Che tacco scegliere per una cerimonia?
Quello che portate davvero, non quello che vorreste portare: sei centimetri che reggete per tutta la giornata valgono più di dieci che vi costringono a sedervi dopo il pranzo. Se il décolleté vi scappa dal piede, una slingback o una Mary Jane tengono molto meglio a parità di altezza.