Capospalla autunno-inverno 2026-2027: cappotti, piumini e giacche

Tendenze · Autunno-inverno 2026-2027

Il capospalla è il capo su cui si spende di più e si sbaglia più spesso, perché lo si prova in negozio a venti gradi e lo si porta a cinque. Per l'autunno-inverno 2026-2027 la buona notizia è che le tendenze vanno verso capi portabili: linee lunghe e morbide, volumi contenuti, e materiali che si riconoscono al tatto.

In boutique per questa stagione sono entrati oltre cento capospalla fra cappotti, piumini, giacche e shearling, e continuano ad arrivare. Ecco cosa vale la pena avere, e cosa cambia davvero rispetto all'anno scorso.

1. Il cappotto in lana, e stavolta è lungo

Il cappotto della stagione arriva sotto il ginocchio e ha la spalla morbida, non strutturata. È il ritorno di una linea che si era persa per dieci anni dietro ai modelli corti e cintura in vita, e ha una ragione pratica oltre che estetica: un cappotto lungo copre anche il vestito, quindi risolve la sera senza obbligare a cambiarsi. In lana pura tiene più caldo di quanto suggerisca il peso; nelle misto cashmere il tocco cambia in modo evidente già al dieci per cento. Sono i modelli su cui lavorano meglio Marella e MM Max Mara, e li trovi tutti nei cappotti donna.

2. Il piumino smette di sembrare da montagna

La novità non è il piumino, è che finalmente si può portare in città senza sembrare in gita. Le imbottiture sono più sottili e le trapunte più piccole, così il volume resta contenuto; i colori escono dal nero e vanno sui toni fangosi e sul burgundy. Il collo in maglia, che quest'anno si vede molto, serve a togliere quell'aria tecnica che rendeva il piumino incompatibile con un pantalone elegante. Peuterey e Colmar sono i due nomi su cui puntare: la selezione completa sta nei piumini donna e nei piumini uomo.

3. Shearling e teddy: il capo che scalda e si vede

Il montone e le sue versioni sintetiche sono la cosa più portata dell'inverno che arriva, e il motivo è che risolvono il problema opposto a quello del cappotto: non servono a essere eleganti, servono a stare caldi sembrando vestiti. Lo shearling vero pesa e dura vent'anni; il teddy e il faux fur costano un terzo e si lavano. La regola per non sbagliare è tenerlo corto se si è basse di statura, perché il volume del pelo aggiunge centimetri visivi che una linea lunga moltiplica. Li trovi in pellicce e shearling donna.

4. Il bomber cresce e diventa un capo serio

Per anni è stato il capo da ragazzo. Quest'anno esce in nappa, in lana e in simil pelliccia, con le spalle più ampie e il fondo che si ferma in vita: è diventato il modo di mettere una giacca senza mettere un blazer. Funziona perché è l'unico capospalla corto che sta bene sia sul jeans sia sul pantalone morbido, e perché il fondo elasticizzato disegna la vita anche quando il volume sopra è generoso. Il territorio è quello delle giacche donna e delle giacche uomo.

5. Il check torna, ma grande

Il quadro di questa stagione è ampio e a due colori, non il principe di Galles minuto degli anni scorsi. Su un cappotto in panno funziona perché la scala grande regge la superficie: un check piccolo su un capo lungo si impasta e da lontano diventa grigio. È il motivo per cui il quadro grande sta bene anche a chi di solito lo evita — non fa massa, fa disegno. Chi lo vuole senza rischiare parta da un cappotto a due toni neutri e tenga il resto liscio.

Come scegliere (il consiglio della boutique)

La regola che al banco sbaglia di meno: si compra il capospalla pensando alla giornata in cui lo si userà di più, non a quella più fredda dell'anno. Chi prende il piumino da meno dieci gradi finisce per non metterlo mai, perché a cinque gradi si suda. Meglio un cappotto in lana buona che si porta da ottobre a marzo, e un secondo capo tecnico per le due settimane vere di gelo.

Se dovete scegliere la taglia o leggere un'etichetta, abbiamo scritto due guide che entrano nel dettaglio: come si sceglie un cappotto donna e cappotto, piumino o giubbotto per l'uomo.

Domande frequenti

Che taglia si prende per un cappotto?

La taglia del cappotto si decide sulla spalla, non sul giro vita. Se la cucitura della spalla cade dove finisce la vostra, la misura è giusta anche se il resto sembra abbondante: un cappotto deve poter accogliere un maglione sotto. Se invece la spalla scende sul braccio, quella taglia è grande e non si aggiusta.

Meglio lana pura o misto cashmere?

Dipende da quanto lo userete. La lana pura è più resistente e regge meglio l'uso quotidiano; il misto cashmere è più morbido al tocco e più caldo a parità di peso, ma si infeltrisce prima nei punti di sfregamento. Sotto il dieci per cento di cashmere la differenza al tatto è poca: da lì in su si sente.

Come si capisce se un piumino è di qualità?

Dal fatto che, schiacciandolo, torna su da solo in qualche secondo. È il segno che l'imbottitura ha potere gonfiante, che è la proprietà che tiene il caldo. Un piumino che resta piatto dopo la compressione scalda poco, indipendentemente da quanto sembri spesso quando è nuovo.

Quanto si spende per un capospalla che dura?

Sotto i duecento euro si trovano bomber e giacche imbottite; il cappotto in lana buona e il piumino con imbottitura vera stanno sopra i trecento. È il capo su cui conviene spendere di più, perché è quello che si indossa tutti i giorni per cinque mesi.

Dalla boutique

Se la tua taglia non c'è, non vuol dire che non tornerà. Sull'app della boutique si imposta un avviso sul singolo articolo e arriva una notifica quando rientra: è il modo più semplice per non perdere un modello che si esaurisce in fretta. Si scarica su App Store e su Google Play.

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